"Era il 2007 quando decisi di comprar casa alla "ghiacciaia" di via Priocca. Ero curiosa, curiosa di conoscere i miei vicini, chi veniva a vedere gli appartamenti, chi traslocava, chi, come me, già ci abitava. L'edificio era ancora un cantiere e faceva impressione rientrare la sera, nel silenzio che calava, quando, fermata la gru, i lavoratori uscivano lasciando il palazzo semi-deserto.

Noi, i primi abitanti, avevamo una serie di problemi comuni da risolvere: rincorrere gli operai per le finiture negli appartamenti, destreggiarci nella giungla dei contratti delle utenze, controllare i consumi e risparmiare, affrontare insieme i tanti guai che si presentavano. La casa ci piaceva molto e ci piacevamo noi, gli abitanti.

Ogni occasione era buona per organizzare cene, aperitivi, feste memorabili, sempre ospitati sulle terrazze del primo piano. Man mano cercavamo di coinvolgere anche i nuovi arrivati nel palazzo, che a volte accettavano piacevolmente stupiti, a volte erano un po' sospettosi e recalcitranti.

Durante una di queste cene, era il dicembre 2010, ci guardammo in faccia. Eravamo tanti, diversi, entusiasti, costruttivi e positivi. Avevamo capito di essere una forza: professionisti, artisti, insegnanti, chi ci capiva di amministrazione, chi di giardinaggio, chi di tecnologia. Avevamo fatto fronte comune davanti a tanti problemi, perché non allargare questa esperienza? Quante nuove competenze avremmo trovato nel quartiere? Le menti più vivaci si misero subito al lavoro, tenute a freno dalle menti più riflessive.

Nacquero delle idee: Conoscere il vicinato. Migliorare le relazioni. Utilizzare gli spazi pubblici. Mettere insieme energie e competenze. Promuovere economie di scambio. Sviluppare una rete di vicinato.
"Ma che idea, l'idea di un pazzo, nessuno crede in Porta Palazzo!" Ma noi sì, ci viviamo in mezzo. Cosa facciamo? Proviamo a uscire? Detto fatto, usciamo fuori: Fuori di Palazzo."

Wilma